Sabaudia – “Il Parco e la Commedia”, venerdì e sabato le giornate conclusive: il programma

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Una storia lunga undici edizioni, rinnovata anche quest’anno attraverso diciannove spettacoli. All’interno di quel cerchio magico racchiuso tra la cavea e il palcoscenico a cielo aperto del Parco nazionale del Circeo sono state raccontate tante storie, anche oltre i margini di quanto già scritto finora, si è condiviso un progetto che si tramanda dal 2011, si è dato voce a coloro da cui spesso non ce la si aspetta, si è corrisposta un’esigenza – forse più d’una in un territorio così composito e complesso – ci si è compresi o quanto meno si è provato a farlo. Ma questa in fondo è la magia del teatro e di quella magia Il Parco e la Commedia, rassegna promossa da sempre dalla Pro Loco Sabaudia e curata dal direttore artistico Umberto Cappadocia e dal presidente dell’Associazione Gennaro Di Leva, è totalmente partecipe.

Il teatro a cielo aperto della cavea del Centro visitatori del Parco è tornato anche quest’anno a essere punto di riferimento delle notti estive per tante, tantissime persone che hanno scoperto o riscoperto quello spazio di condivisione nato nel segno del coinvolgimento e della partecipazione e che, come scelta consolidata, continua a veicolare anche le cose più serie e complesse tramite eventi che rimangono all’insegna della leggerezza.

«La XI edizione è stata di nuovo premiata dal pubblico sempre numeroso e partecipe – come nelle parole del direttore artistico Umberto Cappadocia – A conferma che questo tipo di rassegna ha un forte impatto sulla città. Il nostro impegno sarà sempre rivolto a incentivare eventi culturali di questo tipo e ampliare il più possibile la stagione teatrale ma non solo. Ringrazio tutti quanti sono stati partecipi di questa magia».

Ma la magia del Parco e la Commedia non si arresta e offre gli ultimi due appuntamenti che chiudono la programmazione. Venerdì 5 agosto, alle 21.15, Claudia Campagnola, accompagnata da Marco Morandi, presenta “Parola di Wurlitzer”, un viaggio fantastico sulle note delle canzoni con i testi di Paolo Logli. Canzoni che sono macchine del tempo che ci riportano indietro nella memoria per una favola narrata
da un juke box dall’“anima” femminile.

Cambio di scena e il sigillo alla rassegna – sabato 6 agosto alle 21 – viene posto da “Tutta colpa di noi”, una produzione teatrale “Post-it 33” per la regia del Collettivo di Tapullo.
Tre coppie in crisi approdano nello studio di un fantomatico terapista. La loro normalità sta cominciando a minare i loro rapporti: chi ha problemi di comunicazione e deve sfogare energie inespresse, chi viene soffocato da un ambiente monotono e opprimente o chi deve semplicemente cercare una nuova passione in comune. Lo psicoterapeuta, figura misteriosa che non compare mai e ha più i tratti di un’allucinazione di gruppo che di un uomo in carne e ossa, offre delle soluzioni che tutti sembrano travisare e trasformare in una rivelazione sconcertante: l’unico rimedio alla normalità sembra essere proprio quello dell’anormalità.

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