Il sindaco di Latina Matilde Celentano ha ricevuto, questa mattina in Comune, una delegazione della comunità gambiana che ha manifestato in piazza del Popolo per chiedere giustizia per la morte di Ibrahim Dibba, vittima dell’omicidio avvenuto in città il 16 settembre scorso.
L’incontro si è svolto in sala De Pasquale, dove la prima cittadina ha ascoltato le istanze del gruppo composto da due giovani gambiani e dallo zio di Dibba, giunto in Italia dopo la tragedia.
Il sindaco Celentano, dopo aver letto con attenzione la lettera consegnata dalla delegazione straniera, ha rinnovato le condoglianze alla famiglia, agli amici e a tutta la comunità gambiana per la tragica e inaccettabile scomparsa di Ibrahim Dibba.
“La vita umana – ha affermato la prima cittadina – è il bene più prezioso che abbiamo. Essa possiede un valore sacro e inviolabile che deve essere tutelato sempre, in ogni circostanza, senza distinzioni di provenienza, ceto o status burocratico. Quando una giovane vita viene spezzata dalla violenza, è una sconfitta per l’intera comunità e per i valori stessi su cui si fonda la nostra convivenza civile. Comprendo e condivido il vostro dolore e la vostra sete di giustizia”.
“Voglio assicurarvi che le forze dell’ordine e la magistratura, che ringrazio, stanno lavorando senza sosta”, ha proseguito il sindaco Celentano ricordando che nell’immediatezza dell’omicidio di aver chiesto al Prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “In pochi giorni, cosa non scontata, forze dell’ordine e magistratura – ha sottolineato la prima cittadina – hanno individuato i presunti responsabili di questo efferato delitto e attendiamo nuovi risvolti”.
Il sindaco Celentano ha ringraziato la comunità gambiana scesa oggi in piazza per la compostezza e il senso civico con cui ha portando avanti la protesta pacifica. “E’ la dimostrazione di una comunità che crede nelle istituzioni”, ha affermato, esprimendo vicinanza alla comunità e ricordando i diversi progetti messi in campo dal Comune di Latina per l’accoglienza dei migranti e di contrasto allo sfruttamento lavorativo.
