La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Servizi Industriali srl, che aveva richiesto al Comune di Terracina un risarcimento di oltre 10 milioni di euro e che, nei precedenti gradi di giudizio, si era vista riconoscere in primo grado la somma di 560 mila euro.
Si conclude così, senza ulteriori esborsi per le casse comunali, una lunga vicenda giudiziaria che aveva preso le mosse nel 2013, quando il Comune di Terracina aveva assegnato alla Servizi Industriali srl l’appalto per il servizio di nettezza urbana, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati per la durata di sei anni, con il contratto siglato il 18 settembre 2013.
Tale aggiudicazione era stata poi annullata dal Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso della seconda classificata, De Vizia Transfer, sentenza confermata dal Consiglio di Stato. A seguito di tali pronunce, il Comune di Terracina aveva quindi comunicato alla Servizi Industriali srl che l’ultimo giorno di prestazione del servizio era fissato al 12 marzo 2015, e nel prosieguo aveva applicato all’ex appaltatrice penali contrattuali per oltre 1 milione di euro.
La Servizi Industriali srl aveva chiesto quindi l’annullamento delle penali e il risarcimento dei danni davanti alla sezione imprese del Tribunale di Roma, che aveva accolto parzialmente le domande e la riconvenzionale formulata dal Comune, disponendo il pagamento da parte dell’Ente di 560 mila euro. Sentenza confermata anche in secondo grado dalla Corte d’Appello e adesso, da ultimo, dalla Corte di Cassazione. L’intero iter è stato seguito dall’Avvocato Martina Iannetti, all’epoca in servizio presso l’Avvocatura Comunale di Terracina. Nell’ordinanza della Suprema Corte, dalla quale emerge la correttezza dell’operato del Comune di Terracina nell’applicazione del Capitolato d’Appalto e delle relative contestazioni, viene respinto in toto il ricorso della Servizi Industriali, condannata al pagamento delle spese di lite di 12 mila euro oltre accessori.
