Restaurata l’Ancora simbolo della città di Sabaudia. Mosca: “La memoria è responsabilità”

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Lo scorso 2 giugno, nel giorno della Festa della Repubblica, Sabaudia ha ritrovato uno dei suoi simboli più cari. La Città delle dune ha celebrato il ritorno dell’Ancora monumentale, restituita alla comunità dopo un accurato restauro, con una cerimonia che ha unito memoria, identità e senso di appartenenza.

Un intervento fortemente voluto dal sindaco Alberto Mosca: “Restituire dignità a uno dei simboli di Sabaudia significa restituire valore alla nostra storia e alla nostra identità. La memoria non è nostalgia, ha commentato Mosca, ma responsabilità. È da ciò che siamo stati che possiamo costruire il futuro della nostra comunità”.

La scelta del restauro assume anche un significato amministrativo e politico perché investire nella cura dei luoghi simbolo della città rafforza il senso di appartenenza e la memoria collettiva. A ripercorrere la storia dell’Ancora è stata Daniela Carfagna, storica ed ex capo settore del Comune di Sabaudia. Nel suo discorso ha ricordato le origini del monumento, collocato nel 1934 durante la visita della seconda Squadra Navale alla città appena inaugurata. L’Ancora rappresenta l’incontro tra la vocazione agricola e quella marinara di Sabaudia e ha accompagnato per quasi un secolo la crescita della comunità. Il restauro conservativo, eseguito dalla Emiliano Africano Srl con la restauratrice Carlotta Amarilli, ha restituito al monumento il suo aspetto originario. “Un simbolo – ha ricordato Carfagna – che ci invita a custodire il passato per comprendere meglio il futuro”.

Alla cerimonia hanno preso parte l’ammiraglio di divisione Fabio Agostini, comandante interregionale di Roma e Italia centrale, il generale Mattia Zuzzi, comandante dell’Artiglieria Contraerei, oltre a tutte le Autorità militari, religiose, civile e le Associazioni combattentistiche e di terzo settore di Sabaudia. Particolarmente significativa la partecipazione di una rappresentanza della Comunità indiana e di tutte le ragazze e ragazzi del Gruppo Sportivo della Marina Militare. L’Ancora torna così a essere non soltanto un monumento da apprezzare per la sua bellezza, ma un punto di riferimento della memoria cittadina. Una memoria che devere rimanere salda nelle sue radici e capace, come sempre nel suo utile scopo ad indicare ancora la rotta.

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